Dopo aver amato lungamente l'arte passata che ha segnato in me profondi solchi culturali, ho tratto le mie conclusioni: accostare i colori inconsueti di un cielo terso al fuoco di un vulcano, al viola di un paramento, al verde sporco di smog, al nero carbone, alle misture più strane dell'associazione degli stessi, inserirli in un groviglio di linee riflettenti l'insieme dei miei pensieri, fissa sulla carta, tavola, tela o quant'altro il mio stato d'animo.

A volte la mia mente trasmette alle mani situzioni inquietanti, modellando personaggi, visi, corpi deformati, situazioni ambigue colme di problematiche che si susseguono a momenti mistici ottenendo come risultato in me forti resistenze, crare vuol dire opporsi alle resistenze, resistere vuol dire creare.

Il mondo femminile mi ispira popoli antichi, Egizi, Incas, Etruschi e da loro intuisco ornamenti modellati in creta, vetrificati e accostati a pietre. La mia grande passione è la fotografia, l'obbiettivo deve cogliere quello che gli altri non intravedono a volte l'infanzia mi riporta al mondo del circo, pieno di giocolieri, clown, trapezisti, sospesi su mari, ballerine con ombrellini sospese su di un filo tra azzurre nubi evanescenti.

Campi di grano d'oro punteggiati da rossi papaveri dove si posano gigantesche farfalle color smeraldo, turchese, rubino o arcobaleno, il sogno svanisce rapidamente per riprendere il tema repentino e convulso dall'attualità, Mari tempestosi, naufraghi, esplosioni, burattinai che reggono i fili del mondo, spiagge assolate, strani bagnanti, bimbi che corrono con l'aquilone che spavaldo si alza nel cielo come vol di un gabbiano migrato su qualche discarica.

Franco Mancuso